L’ispezione tempestiva dei ponti è il primo passo per mantenere queste strutture sicure e in buone condizioni di guida per gli utenti; poiché il metodo d’ispezione è soprattutto l’analisi visiva, gli ispettori sono spesso messi in situazioni difficili e rischiose.

Lo scopo del presente documento, al di là di considerazioni più complesse su responsabilità, negligenze o altro che non ci competono, è di evidenziare la potenzialità delle nuove tecnologie nel monitoraggio di strutture e manufatti.

L’evoluzione del mondo dei droni civili negli ultimissimi anni sta toccando anche questo ambito applicativo e possiamo certamente parlare di una vera e propria rivoluzione.

I SISTEMI TRADIZIONALI
I sistemi tradizionali per l’ispezione delle parti non in carreggiata dei ponti prevedono soprattutto:

Snooper – strutture estensibili e snodate alloggiate su autocarri (o a traino), che consentono di portare la piattaforma che ospita i tecnici, lateralmente al ponte e anche sotto; in questo caso oltre al notevole costo di esercizio e manutenzione dei mezzi, siamo anche in presenza di un pesante impatto sul traffico a causa della chiusura di parte o di tutta la carreggiata. Piattaforme elevatrici posizionabili sotto al ponte in aree, però, spesso non accessibili o complicate da raggiungere

Calate in corda con tecnici specializzati: sono pochi gli specialisti in grado di operare in queste condizioni, il rischio è ovviamente elevato e l’accessibilità ai diversi punti da ispezionare risulta alquanto limitata.

I limiti
I lati negativi dei sistemi tradizionali (costi elevati, rischiosità delle operazioni, impossibilità o grande difficoltà a raggiungere i luoghi e l’impatto sulla circolazione degli utenti) sono ancora oggi motivo principale dell’assenza di controlli o di una loro frequenza non sufficiente a garantire sicurezza alla collettività.

LA RIVOLUZIONE DEI DRONI CIVILI

I droni (una tecnologia molto recente: parliamo degli ultimi anni per una diffusione elevata) stanno interessando gran parte delle attività umane ed in particolar modo li ritroviamo in diverse applicazioni professionali.

Una rivoluzione – in questo caso anche per il controllo delle strutture come i ponti – proprio perché i diversi limiti delle metodologie tradizionali vengono in gran parte superati grazie alle peculiarità operative di questi robot volanti:

Accessibilità
Trattandosi di piccoli aeromobili pilotati a distanza, possono raggiungere anche i punti più remoti consentendo a piloti e tecnici incaricati dell’ispezione di rimanere in luoghi accessibili e sicuri, ricevendo le immagini in tempo reale.

Rischio
Non è necessario porre i tecnici in condizione di grave rischio per la loro incolumità.

Limitazioni alla circolazione
Non è più necessario occupare parti della carreggiata (così come per i sistemi tradizionali) per cui il traffico non subisce più alcuna limitazione.

Costi
Il costo delle operazioni è significativamente inferiore rispetto ai metodi tradizionali (approssimativamente da un quarto a un decimo) e questo significa poter organizzare rilievi puntuali che prima venivano evitati proprio per costi non sostenibili (pensiamo soprattutto agli enti territoriali minori che dispongono sempre più di minori risorse da dedicare al monitoraggio).

Vantaggi aggiuntivi

A questi significativi miglioramenti si aggiunge un elemento altrettanto fondamentale: la qualità e la profondità delle informazioni raccolte. Grazie all’impiego agevole dei droni oggi è possibile produrre:

  • Immagini fotografiche ad alta risoluzione di parti della struttura
  • Immagini fotografiche d’assieme (e ortofoto georeferenziate).
  • Filmati
  • Modelli 3D parametrici di parti delle strutture, quindi analizzabili successivamente a tavolino con possibilità di effettuare misure (lunghezza, area, volume) senza limiti e senza doversi spostare fisicamente
  • Analisi con termocamere o camere multispettrali per evidenziare diverse problematiche (come, p.e., fenomeni di delaminazione).

La visione dall’alto, poi, consente di ispezionare e documentare anche le aree limitrofe ai manufatti (come corsi d’acqua, vegetazione, dissesti idrogeologici, strade e ferrovie intersecanti, ecc.) potendo in questo modo valutare gli impatti sulla struttura in esame e prevenire conseguenze che, diversamente, non sarebbero intercettate in tempo utile.

Fonte:

https://www.dronezine.it/62520/i-droni-possono-salvare-i-ponti/